Moonlight: anche l’ESA punta alla Luna

Una rete di satelliti garantirà le telecomunicazioni e il tracciamento sulla Luna

Tutti vogliono un pezzettino di Luna in questa seconda corsa al nostro satellite naturale. Dopo averla abbandonata per diverso tempo ora tutti vogliono tornare sulla Luna. E mentre aspettiamo di poter nuovamente camminare su di essa, sono molte le missioni che la vedono protagonista. Una di queste missioni è Moonlight, una missione europea, con l’Italia al primo posto. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Un giro sulla Luna

2026 o giù di lì: Samantha Cristoforetti saluta Luca Parmitano, esce dalla casa-cupola semisotterranea e si mette al volante per andare al laboratorio di Nasa e Agenzia Spaziale Europea dall’altra parte di quello spicchio dell’arido Polo Sud.

È sulla Luna da pochi giorni e, più che il traffico, teme di non seguire il percorso più breve tra tutti quei crateri. Nessun problema: sul cellulare pigia l’icona di Google Lunar Map e si fa guidare dalla voce che rimbalza dalla rete di satelliti Moonlight che avvolge “il” satellite”.

Moonlight sarà una risorsa molto importante per le future missioni sulla Luna

Molto patriottico il racconto apparso su La Stampa, che ritrae due tra i più importanti astronauti italiani tra le prime persone a rimettere piede sulla Luna.

D’altronde non poteva essere altrimenti, dato che proprio sulla Luna sta volando un piccolo orgoglio italiano. Dei due consorzi ai quali è affidata la missione Moonlight, infatti, uno è italiano.

Forse il racconto, però, è anche un po’ troppo ottimistico. Davvero nel giro di cinque anni avremo già costruito la prima base lunare? Probabilmente no, ma intanto si lavora per risolvere tutti i problemi che i primi coloni si troveranno ad affrontare.

Come quelli di telecomunicazione e navigazione, appunto. Moonlight vuole creare una rete di satelliti per garantire questi servizi sulla Luna!

La Luna sarà un posto affollato

La prossima missione, direzione Luna, con equipaggio umano è prevista per il 2024. La Nasa riporterà l’uomo, ma soprattutto la donna (ha promesso che il prossimo essere umano a camminare sul satellite sarà una donna), sulla Luna, con la missione Artemis 3.

Secondo l’ESA ben presto la Luna sarà un posto molto affollato

Dopo il 2024 sarà tutto un susseguirsi di viaggi lunari, volti a costruire la prima base stabile sulla Luna. E, quello che immagina l’ESA, è un satellite molto affollato, con basi permanenti, case semisotterranee, laboratori, molti astronauti, scienziati, ma anche facoltosi turisti.

Tutte queste persone che affolleranno la Luna avranno bisogno di un efficiente sistema di telecomunicazione e navigazione.

Il progetto Moonlight

Il progetto Moonlight, appunto, vuole creare una rete di telecomunicazione e navigazione lunare entro la fine di questo decennio.

Moonlight semplificherà la navigazione sul satellite, al momento troppo complessa

Ma non è l’unica a volerlo fare. La Nasa ha già annunciato da diverso tempo la sua collaborazione con Nokia, per portare il 4G LTE sulla Luna.

Anche il progetto Moonlight è all’inizio. L’ESA conta di ricevere l’approvazione dall’Unione Europea entro il 2022 e di iniziare a lavorare attivamente entro il 2023, per essere in grado di rendere il servizio attivo entro quattro o cinque anni.

Rendere le comunicazioni più facili tra la Luna e la Terra e tra diversi punti del satellite stesso è di vitale importanza per le future missioni e per basi stabili.

Ma lo è anche tracciare e determinare la posizione degli oggetti sul satellite. Oggi si tratta di un lavoro complicatissimo che va senza dubbio semplificato se si pensa di abitare la Luna in pianta stabile.

Oggi, infatti, per tracciare un lander lunare occorrono sforzi combinati dalla Terra e la precisione è lontanissima da quella di un GPS terrestre. Si parla, infatti, di una precisione tra i 500 metri e i 5 chilometri. Inoltre, il lander ha bisogno di una strumentazione da 40 kg per poter essere localizzato sulla superficie lunare.

Due consorzi per il progetto Moonlight

L’ESA ha avviato la missione Moonlight con l’aiuto e il supporto anche dell’Agenzia Spaziale Italiana, oltre che affidare il lavoro di telecomunicazione a due consorzi esterni: la Surrey Satellite Technology, del Regno Unito, e l’italiana Telespazio.

La creazione di questa rete condivisa di navigazione e telecomunicazione per la Luna fungerebbe senza dubbio da catalizzatore per ispirare più missioni di esplorazione non solo da parte degli stati membri dell’ESA ma anche di partner internazionali.

Lo vediamo come una riduzione significativa del costo e della complessità delle spedizioni successive”.

 

This post is also available in: English

esalunasatellititelecomunicazionitelespazio