Cosa mangeremo su Marte? Il concorso lanciato dalla NASA

500 mila dollari in palio per chi fornirà del cibo gustoso e nutriente agli astronauti

Bella la vita degli astronauti, con la testa e tutto il corpo tra le stelle, a sognare e a guardare il pianeta Terra dall’alto. Forse, però, non è tutto così idilliaco. A partire dal cibo. E in futuro, quando le missioni dureranno mesi, o anni, il problema sarà ancora più evidente. E allora ecco che la NASA ha lanciato un corso, ponendo la domanda: Cosa mangeremo su Marte?

Cosa mangiano gli astronauti oggi?

Ancora sulla stazione spaziale il cibo riesce ad essere abbastanza buono e variegato, sebbene la maggior parte è liofilizzato e precotto.

Il pasto di un’astronauta

Gli astronauti riescono a mangiare alcuni cibi nel modo in cui li mangeremo qui sulla Terra, ma sono pochi. I biscotti ad esempio, possono essere consumati come sulla Terra, ma attenzione alle briciole volanti!

La quantità di cibo è contata. Le porzioni sono state preparate sulla Terra e non si può sgarare. Tutto è imbustato e deciso in precedenza. Pensate che è l’astronauta stesso a scegliere quali saranno i suoi pasti sulla ISS. Al campo base assaggia tutto e dichiara cosa vuole e cosa no. Ma non si torna indietro, le sue porzioni sono quelle e basta.

Lo space food arriva in bustine facili da usare e da smaltire ed è quasi tutto pastorizzato, sterilizzato o disidrato. Il tutto studiato, insomma, per avere una scadenza fino a 36 mesi.

Liofilizzato e precotto, ecco come mangiano gli astronauti sulla ISS

Gli astronauti possono usare anche condimenti, ma solo liquidi. Il sale e il pepe, ad esempio, c’è sulla stazione spaziale, ma si tratta di uno speciale formato liquido. Non si può spargere il sale e il pepe sugli alimenti come faremmo sulla Terra, perché questo volerebbe via.

Cosa mangeremo su Marte

La questione “cosa mangeremo su Marte” è, invece, un po’ più complicata. Innanzitutto perché le missioni potrebbero durare molto di più e poi perché non vi è un collegamento diretto e frequente come accade con la ISS. Tutto il cibo andrebbe trasportato nel corso di un viaggio lunghissimo, difficile e dispendioso. E sebbene sia liofilizzato, disidrato e sottovuoto i problemi di spazio sarebbero notevoli.

Una colonia deve essere in grado di autoprodursi il cibo

Inoltre, si sta già pensando a un insediamento in pianta stabile e ogni colonia che si rispetti ha bisogno di autoprodursi il proprio cibo.

Ma come fare a coltivare o allevare qualsiasi cosa su un pianeta morto? Certo qualcosa si potrebbe fare e il cinema ce lo ha insegnato, ma agli astronauti e ai futuri coloni serve una dieta ricca e variegata.

Il concorso della Nasa: Cosa mangeremo su Marte

Ed eccoci, infine, a noi e al nostro concorso indetto dalla NASA: cosa mangeremo su Marte?

Non si tratta, infatti, solo di capire cosa mangeremo su Marte. Si possono coltivare le patate? probabilmente sì. Ma poi? Servono tutti i nutrienti, le proteine, i carboidrati, le verdure. Cosa si può fare? La Nasa vuole entrare in possesso non tanto di un’idea, ma di vere e proprie tecnologie e metodi volti alla produzione del cibo di un’intera colonia spaziale.

Una scena dal film The martian. Su Marte qualcosa si può coltivare

Il concorso, che prende il nome di “Deep Space Food Challenge” è partito a metà Gennaio e il termine ultimo per presentare i progetti è il 30 luglio. In palio ci sono 500 mila dollari, che saranno divisi tra un massimo di 20 gruppi selezionati.

La NASA spiega che, come dicevamo, mentre gli astronauti sulla ISS ricevano periodicamente rifornimenti dalla Terra, gli astronauti che saranno impegnati nelle future missioni Marte saranno soli per almeno tre anni. Ciò vuol dire che dovranno riuscire a procurarsi il cibo da soli.

Come si legge dal concorso: “dovranno ricavare la maggiore quantità di cibo possibile con input e sprechi minimi e creare una varietà di cibi gustosi, nutrienti e sicuri che richiedono poco tempo per essere preparati”.

“Dobbiamo fornire cibo che soddisfi i requisiti calorici e nutrizionali dei nostri astronauti, ma vogliamo fare un passo in più. Vogliamo che la varietà, l’accettabilità e il contenuto nutrizionale del regime alimentare scelto abbiano il potenziale di andare oltre il mero sostegno del corpo e soddisfino anche il palato per promuovere la salute sia fisica che psicologica”.

 

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