Agrorobotica contro gli insetti nocivi

Una startup a favore dell'agricoltura biologica

In un mondo sempre più inquinato, in cui l’uso dei pesticidi minaccia seriamente gli insetti impollinatori come le api, un aiuto può arrivare dal brevetto SpyFly di Agrorobotica. Ma di cosa si tratta esattamente? E come può essere realmente impiegata questa nuova tecnologia?

Il progetto SpyFly

La sartup Agrorobotica ha sviluppato un sistema di monitoraggio innovativo. Sfruttando algoritmi di intelligenza artificiale altamente voluti e in grado di apprendere è possibile riconoscere molto più in fretta l’arrivo di insetti dannosi per le colture. La possibilità di individuare prima le criticità del raccolto permette di agire contro gli insetti in modo più mirato.

SpyFly è ora in una fase avanzata di test e consiste in un trappola robotica per insetti che utilizza i richiami sessuali per attrarli a base di feromoni. In questo modo la trappola può catturarli e riconoscerli (tramite sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale. In questo modo è possibile individuare se c’è o meno la presenza di parassiti dannosi e andare a lavorare tempestivamente solo all’eliminazione del tipo specifico rilevato.

La prima versione di SpyfFy di Agrorobotica, attira gli insetti con i feromoni e li riconosce grazie all’AI

Ad oggi la tecnica è quella di prevenire qualsiasi tipo di insetto utilizzando vari tipi di pesticidi, spesso anche in combinazione, senza essere sicuri di una reale infestazione delle colture.

Il dispositivo è anche ecologico per quanto riguarda l’alimentazione, infatti utilizza i pannelli solari. Ma non è tutto, su richiesta è possibile integrarlo con diversi sensori specifici e anche una centralina meteo. Per avere un quadro più chiaro e preciso della situazione dei vari raccolti e operare le scelte più corrette.

Tutto il sistema poi è smart, è possibile ricevere i dati in tempo reale su smartphone e PC. Il sistema prevede anche di impostare avvisi per esempio quando vengono rilevati degli insetti nocivi.

Agrorobotica ha dotato Spyfly di un algoritmo auto-adattivo proprietario. Permette col tempo, grazie alla rilevazione delle informazioni delle varie catture, di creare dei modelli predittivi per prevenire future infestazioni.

Questo progetto vuole aprire le porte ad un più largo sviluppo di agricolture biologiche, senza il rischio di perdere il raccolto con il conseguente aumento dei prezzi.

Chi è Agrorobotica

Per una piena sostenibilità ambientale è opportuno ridurre se non eliminare totalmente i pesticidi, senza rischiare di perdere il raccolto.

Per questo motivo nasce Agrorobotica, di origini gossetane, nel 2017 a Scarlino. Cresce all’interno dell’incubatone milanese TH2 e inizia a sviluppare soluzioni per l’agricoltura di precisione e del farming management.

Ora la startup è anche supportata dalla Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, una divisione della Fondazione Cariplo in ambito di impact investing. Agrorobotica ha ricevuto dalla fondazione 300 mila euro di investimento per ampliare il loro progetto. Per questo motivo è già in produzione il nuovo modello 2020 di SpyFly rivisto e migliorato.

Agrorobotica sostiene un’agricoltura biologica con SpyFly

L’obiettivo è quello di ridurre le perdite di raccolto (e quindi anche lo spreco alimentare) oltre a ridurre l’utilizzo di prodotti anti-parassitari. In caso di coltivazioni delicate come la vite, l’olivo o gli alberi da frutta, a causa dei parassiti, si può perdere dal 20 al 50% del raccolto.

Spesso oltre a non riuscire ad agire tempestivamente, è difficile proprio individuare qual’è l’insetto nocivo e il rischio è quello di procedere a tentoni utilizzando impropriamente insetticidi dannosi.

Spyfly sembra il futuro dell’agricoltura 4.0 che in Italia vale tra i 370 e i 430 milioni di euro. Sempre più aziende la utilizzano e le soluzioni vanno dalla Internet of Things (IoT) ai data analysis, arrivando all’utilizzo della robotica, ma anche dei droni.

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