Tumori e cellulari, Corte d’Appello conferma i rischi

Tumori in aumento per chi è costantemente collegato al cellulare

Tumori e cellulari potrebbero essere collegati a filo doppio, sostiene la Corte d’Appello di Torino.

Si sente sempre più spesso parlare del rischio di tumori per gli utenti di cellulari e smartphone. In realtà, l’allarme in questo senso era scattato già diversi anni fa, ai tempi dei primi telefoni cellulari.

Infatti in molti erano convinti che le radiazioni dei telefonini potessero essere dannose per il cervello.

Un uso costante e sconsiderato del cellulare avrebbe quindi aumentato i rischi di sviluppare neoplasie tumorali.

La paura non si è spenta con l’avvento dei nuovi smartphone, sempre più tecnologici e avanzati. E la Corte d’Appello di Torino recentemente si è espressa in parere, ritenendo plausibile che l’uso costante del cellulare possa incrementare il rischio di tumori.

Tumori causati dall’uso prolungato del cellulare

Tutti quanti usiamo un cellulare e, soprattutto al giorno d’oggi, si può dire che viviamo “costantemente” connessi.

Lo smartphone ci aiuta nelle attività quotidiane, lo usiamo per controllare la posta, per informarci sui trasporti pubblici o sul meteo, perfino per quanto riguarda la salute.

Ma secondo la Corte d’Appello di Torino, i cellulari potrebbero essere cancerogeni. Soprattutto se utilizzati in modo prolungato per un lungo arco di tempo.

Tumori al cervello, la causa è l’uso eccessivo dei cellulari?

Non è la prima volta che se ne parla o che si ventila questo rischio. Come vedremo, anche l’Oms aveva analizzato il problema, giungendo a conclusioni allarmanti.

Ma il mondo scientifico è molto diviso in merito a questo argomento. Non tutti sono convinti che l’aumento di tumori al cervello sia proporzionale a un uso sempre maggiore di cellulari e smartphone.

Le stime dell’Oms

Nel 2011 l’Oms, Organizzazione Mondiale per la Sanità, si era interessata all’aumento dei tumori, soprattutto cerebrali, fra gli utenti di smartphone.

I ricercatori avevano condotto uno studio sull’utilizzo prolungato del cellulare, analizzando un vasto bacino di casistiche. Nel corso di vent’anni, i risultati erano stati abbastanza sconvolgenti.

L’Oms nel 2011 aveva svolto una ricerca per capire se l’uso di cellulare aumentasse il rischio tumori

Infatti l’Oms aveva indicato i campi elettromagnetici dei cellulari come “possibili cancerogeni”. Questi ultimi appartengono al gruppo B2.

Il consiglio dell’Oms era quello di limitare l’utilizzo per telefonate troppo lunghe, servendosi piuttosto di auricolari. Meglio ancora se wireless, per scongiurare il rischio di esporre il cervello a radiazioni nocive troppo a lungo.

La sentenza della Corte d’Appello di Torino

Tuttavia, gli studi dell’Oms non avevano riscontrato prove sufficienti ad affermare che l’uso costante del cellulare provocasse, di per sé, malattie tumorali al cervello.

Il 14 Gennaio 2020, invece, è arrivata la sentenza della Corte d’Appello di Torino. A riaprire il caso tumori e cellulari è stata la denuncia di Roberto Romeo, un ex dipendente Telecom Italia affetto da neurinoma del nervo acustico.

Secondo la Corte d’Appello un uso eccessivo del cellulare sarebbe nocivo per la salute

La malattia, dall’esito benigno ma comunque invalidante, sarebbe stata il risultato dei quindici anni trascorsi utilizzando costantemente il cellulare per telefonate di lavoro.

La Corte d’Appello di Torino ha riconosciuto il caso di Roberto Romeo come malattia professionale. E ha lanciato l’allarme che è subito rimbalzato sui media nazionali.

“L’incidenza dei tumori cerebrali”, secondo la Corte d’Appello, potrebbe essere direttamente proporzionale al tempo trascorso al telefono. Anche le modalità di utilizzo dello stesso svolgerebbero un ruolo chiave nello sviluppo di tumori e malattie. Tenere il telefono a letto o utilizzarlo senza auricolari esporrebbe, infatti, gli organi e i tessuti a radiazioni nocive.

Aumento dei tumori, cosa dice la scienza

La scienza però non è d’accordo. O, almeno, non tutti gli scienziati pensano che il rischio sia così elevato come sostiene la Corte d’Appello.

Secondo gli avvocati di Roberto Romeo, mezz’ora di telefonate al giorno per otto anni potrebbe causare gravi tumori al cervello. Molti scienziati invece ritengono che non ci siano prove certe in merito.

E’ il parere dell’Istituto Mondiale della Sanità, secondo cui l’uso di cellulari non è collegato allo sviluppo di tumori. Né quelli benigni (come il neuroma acustico, ma anche meningiomi e tumori alle ghiandole salivari) né i gliomi maligni.

La scienza non ha prove concrete che fra tumori e cellulari ci sia un nesso

“Nessuna correlazione è ancora stata stabilita”, scriveva nel 2011 la Iarc (Agenzia Nazionale per la Ricerca sul Cancro).

A tutt’oggi quindi non è possibile stabilire con certezza se esista un nesso fra i tumori e l’uso costante dei telefoni cellulari.

Gli esperti comunque consigliano di limitare gli eccessi, come in ogni campo. Perché, riprendendo l’adagio latino, in medio stat virtus.

 

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