Le nuove emoji: come vengono scelte le famose faccine

Chi sceglie e con quali criteri le nuove emoji

Sempre più persone utilizzano le emoji, tanto che sembra quasi diventato indispensabile, sono una sorta di codice universale in grado di ampliare i concetti, sottolinearli, completarli. Arricchiscono e migliorano una comunicazione sempre più scritta e meno parlata.

Quando si parla dal vivo è possibile utilizzare la mimica facciale, il tono di voce, i gesti per farsi capire meglio. Già in una conversazione telefonica è possibile decodificare solo il tono del discorso, via chat diventa indispensabile dare una guida alla lettura.

Non tutti sanno che dietro a quelle faccine che ormai sono indispensabili per comunicare, le emoji, c’è addirittura un organo competente apposito. Non sono casuali infatti, ma vengono scelte, aggiunte e tolte in base ad una serie di studi riguardanti l’uso che ne facciamo, i nuovi trend e molto altro.

Chi utilizza le emoticon e come lo fa

Chi se ne occupa quindi? A scegliere quali faccine sono utili e quali no è l’Unicode Consortium, con sede in California. Gli studi vengono fatti in base all’utilizzo delle singole emoji: quali sono le più utilizzate? Quali sono i criteri con cui le persone decidono di usare una emoji e perché?

Attualmente sono circa 2800 le emoji esistenti tra tutti i social. Anche i brand per parlare al loro pubblico, o alla loro clientela hanno messo in campo le famose faccine. Dipende molto dal tone of voice che si vuole utilizzare, ma sempre più spesso sui social alle domande dei clienti i customer care rispondono con delle emoji.

La scelta delle emoji

È ormai un trend in crescita, anche la fascia d’età 55-64 anni le usa abitualmente, sono infatti più del 70%. Per questo le iconiche immagini devono stare al passo con i tempi, con le persone che utilizzano i social e con quello che accade nel mondo.

Anche se spesso vengono mal interpretate, emoticon come quella sorridente con le mani aperte è letta da tutti come una persona felice, mentre rappresenta un abbraccio. Oppure la faccina triste con la goccia sulla sinistra, la utilizziamo sempre per indicare tristezza, invece è un’espressione delusa ma sollevata.

La grafica delle emoticon cambia continuamente, nel colore e nella cura dei dettagli. Ma non è solo una questione di estetica, infatti sembra ci sia anche dietro una sorta di impegno sociale. Con il tempo il mondo delle emoji diventa quasi un mondo parallelo dove non esistono differenze e discriminazioni.

Le ultime novità

Nel 2019 Unicode Consortium decide di introdurre alcune particolari emoji: come quelle legate alle disabilità. Realizza quindi immagini di persone non vedenti e cani guida, persone in carrozzina e protesi di arti. Sul piano dell’integrazione di genere, ma anche razziale crea una serie di coppie di uomini e uomini, e di donne e donne con varie combinazioni etniche.

Per il mondo femminile ecco approdare sari, scarpette da ballo e anche una goccia di sangue ad indicare il ciclo mestruale. Perfette per l’estate invece sono maschera con boccaglio e costumi per lui e per lei. Riguardo la sfera religiosa troviamo ora persone in preghiera, e luoghi sacri.

Alcune delle nuove emoji del 2019

Le emoji rappresentano il nostro mondo e ci aiutano a farci capire nell’asettico scenario dei social. Usarle sembra diventato obbligatorio anche se c’è chi ancora non ne fa uso. Magari è solo per farsi notare o magari è perché non le trova affini al proprio modo di esprimersi. Ma senza le emoji, la comunicazione risulta comunque efficace?

Ma l’invasione delle emoticon continua, i ricercatori dell’Unicode Consortium stanno lavorando per noi a nuove immagini e nuovi simboli. Per rendere sempre più universale la comunicazione, per aiutarci a dire quello che sentiamo senza l’uso delle parole.

Speriamo solo di non perderle del tutto queste parole, ritrovandoci a scrivere come gli egizi dopo più di 4000 anni.

This post is also available in: English

comunicareemojiemoticon