LightSail: la vela solare parte alla volta dello spazio

Una vera vela solare che parte alla volta dello spazio, sembra uno dei più banali film di fantascienza, eppure è realtà: è LightSail.

LightSail e Planetary Society

Quella che tra poco meno di un mese partirà alla volta dello spazio, spinta dalla sola forza della nostra Stella è la LightSail 2, la navicella spaziale della società Planetary Society. Si tratta di un piccolo CubeSat grande appena pochi decimetri e pesante 5 kg. Arrivata nello spazio LightSail dispiegherà la sua sola e unica vela solare, la quale dolcemente la sospingerà verso l’infinito, per dimostrare una volta per tutte la vera potenza del Sole.

Bill Nye, dirigente della Planetary Society ha annunciato il lancio imminente: “Quarant’anni fa Carl Sagan ipotizzò che astronavi potessero essere spinte dalla forza del Sole, ed è quello che la Planetary Society sta provando a fare”.

Bill Nye – CEO di Planetary Society

La Planetary Society è una società finanziata interamente da appassionati, 50.000 soci attratti dagli ideali e dai progetti che la società vuole realizzare.

“Noi stiamo cambiando il mondo. Sei con noi?”Bill Nye

La vela solare è quindi il sogno di tutti quegli appassionati che hanno aderito al progetto e in cui credono fermamente. “Per secoli, le persone hanno sognato di viaggiare nel cosmo usando le vele solari. Nel 2019 la LightSail 2 della Planetary Society aiuterà a trasformare questo sogno in realtà tentando di far volare nell’orbita terrestre la prima vela solare controllata”.

Il lancio

Il lancio di LightSail è previsto per il 22 Giugno 2019, dal Kennedy Space Center, in Florida. A portare il piccolo CubeSat alla giusta altitudine ci penserà il Falcon Heavy di SpaceX. Dopodiché il cubo spiegherà la propria vela e la sua unica fonte di energia deriverà dal Sole.

La fase di dispiegamento, tuttavia, sarà un processo lento e delicato. Raggiungerà la sua prima orbita, dove rimarrà per alcuni giorni, durante i quali inizierà a dispiegare i pannelli e le strutture di sostegno. Per ultima aprirà la vela solare, precisamente le quattro porzioni che compongono la vela solare.

Quest’ultima è realizzata in polietilene tereftalato, una sostanza tanto leggera quanto resistente. Ad operazione completata la sua superficie sarà di 32 metri quadrati.

LightSail: la prima vela solare controllata

Ora la LightSail è pronta a lasciarsi sospingere dalle particelle solari. La spinta di esse, qui, a 720 chilometri di quota, dovrebbe essere maggiore della forza di gravità. Sarà così in grado di lasciare la sua prima orbita e spostarsi verso la seconda.

Durante queste fasi il riflesso della vela solare sarà visibile dal 42° parallelo, quindi, anche dal Centro Sud Italia.

La forza del Sole

LightSail è anche un piccolo laboratorio, un satellite miniaturizzato delle dimensioni di un piccolo elettrodomestico, con telecamere, sensori e sistemi di controllo. Ma la vera missione di LightSail è dimostrare la potenza del Sole.

Non è il primo tentativo della Planetary Society. Un primo satellite fu lanciato nel 2005, ma non arrivò mai in orbita, a causa di problemi in fase di lancio. Il secondo tentativo risale al 2015, la LightSail 1 arrivò in orbita e riuscì con successo a spiegare le vele. Ma la LightSail 2 è la prima vela solare a poter essere controllata.

LightSail sarà sospinta dai fotoni solari

Ma come funziona la spinta solare? Come dice il nome stesso della navicella spaziale, essa sfrutterà la forza della luce del Sole. Un concetto alquanto complicato. In realtà sono i fotoni che compongono la luce che la spingeranno. Essi non hanno massa, ma una quantità di moto tale da essere trasferita ad altri oggetti.

Un sogno che in molti sperano diventerà realtà. La buona riuscita della missione, infatti, vorrebbe dire una possibilità vera e concreta di intraprendere viaggi spaziali senza l’utilizzo di carburanti, o perlomeno con quantità davvero ridotte di esso.

Ed infatti, non tarderanno nemmeno i possibili utilizzi. Se tutto va a buon fine la vela solare sarà utilizzata tra il 2020 e il 2021 per la sonda NEA Scout della NASA, che ha come obiettivo un asteroide.

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