In arrivo l’ultimo capitolo della serie Metro: Exodus

Tra una manciata di giorni uscirà l’ultimo capitolo, il terzo, della serie Metro: Exodus, il videogioco post-apocalittico sviluppato da 4A Games e pubblicato da Deep Silver, tratto dall’omonimo romanzo.

Metro 2033 – 2034 – 2035

Metro: Exodus

I romanzi scritti da Dmitry Glukhovsky, sono ambientati in una Mosca post guerra nucleare e non sono poche le peripezie che lo hanno portato ad approdare su console.

Quella di Dmitry è una storia che inizia negli anni ’80, quando, poco più che bambino prendeva ogni giorno la colossale metro di Mosca per andare a scuola.

La sua giovane mente di scrittore correva insieme ai treni sui binari, immaginando una civiltà umana popolare stazioni e cunicoli, come topi nascosti dentro le loro tane.

È da lì che il primo romanzo: Metro 2033, prende forma, e poi anche i successivi: Metro 2034 e Metro 2035. Mosca è distrutta, inquinata e tossica, gli unici sopravvissuti sono rintanati nella metro.

Sono passati quasi 30 anni dalla guerra, nessuno sa se nel mondo vi sono altri sopravvissuti. Nel frattempo la vita sottoterra non è affatto facile.

Ogni stazione è come un piccolo stato, ognuno con le sue caratteristiche e vicissitudini. Alcuni si uniscono a formare alleanze, alcuni sono in grado di coltivare funghi, alcuni sono piccoli avamposti per i scambi commerciali.

Ogni stato con la sua ideologia, ci sono i comunisti, i fascisti e tutti i problemi che affliggevano l’umanità di un tempo, trasportati nel sottosuolo per continuare ad esistere.

Pubblicazione

Metro: Exodus

Uno scenario post-apocalittico tetro e pessimista, fin troppo secondo gli editori, che hanno rifiutato ripetutamente la pubblicazione.

Ma Glukhovsky non si è arreso, credendo fermamente nella sua creazione. Fu così che Metro 2033 arrivò online, per intero, gratuitamente, e fu un successo.

Metro 2033 divenne un po’ il libro della rete intera, molti lettori contattarono lo scrittore per proporre idee e suggerire arrangiamenti, rendendolo un capolavoro.

Nel 2005 un editore decise di pubblicarlo in versione cartacea, facile adesso che già era un successo. Probabilmente anche ai più grandi artisti serve un po’ di fortuna e la dea bendata ha voluto che tra i più grandi fan della saga vi fossero degli sviluppatori della software house A4 Games.

Dal romanzo al videogioco

Metro: Exodus

Nel 2010 Metro 2033 diventa un videogioco, fedele riproduzione del romanzo. Intanto, però, Glukhovsky non si è fermato e arrivano il secondo e il terzo romanzo della saga.

Nel 2013 esce Metro: Last Night, riproduzione ludica di Metro 2034. Ed, infine, il prossimo 15 Febbraio uscirà il capitolo conclusivo, Metro: Exodus.

Metro Exodus

La metropolitana di Mosca è stata la casa d’infanzia di Artyom, il protagonista, con il quale abbiamo affrontato i Tetri, debellato epidemie ed esplorato i meandri più oscuri di quel labirinto segreto che corre al dì sotto di una città morta e bruciata dalle radiazioni.

Tuttavia Artyom continua a sognare di poter riportare la civiltà umana alla luce del sole. Metro Exodus è ambientato due anni dopo le vicende conclusive di Last Night ed è ora di vedere cosa è rimasto del mondo, 30 anni dopo la fine della guerra nucleare.

“È tempo di lasciare le rovine di Mosca il viaggio ha inizio”

Metro Exodus

Artyom imparerà a vivere all’aperto a partire da una cosa che nel sottosuolo non esisteva, qualcosa di totalmente nuovo e inaspettato: le stagioni.

Il mondo esterno, tuttavia, non è meno spietato e cruento del sottosuolo, i pericoli dell’ambiente post-apocalittico sono sempre in agguato.

Il deserto creatosi è infido, il caldo terribile ed estenuate.

Il mondo è popolato da mutanti, creature martoriate dalle radiazioni: come ragni, orsi, cani, ma anche demoni e gli stessi esseri umani, anche se di umano ormai non è rimasto più niente.

Ma tra i nemici di Artyom vi sono anche esseri umani di diverse fazioni.

Il gioco è uno sparatutto in prima persona, sarà probabilmente il primo in cui vedremo il ray tracing in tempo reale e, dall’E3 2018, è tra i più attesi e commentati del genere.

Ma la caratteristica più rilevante di Metro è l’ambientazione, proprio quell’ambientazione cruenta e spietata che gli editori avevano inizialmente considerato eccessiva.

La metropolitana di Mosca era un’opera d’arte, seppur mangiata dai fumi che negli anni hanno scaldato la popolazione superstite. Nonostante fosse putrida e marcia era casa di Artyom.

Ma il mondo esterno sarà una riscoperta, nonostante anch’esso sia contaminato dall’oscurità post-apocalittica, baciato dal sole e rinfrescato dal vento.

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