Operatori telefonici nel mirino di Agcom: sanzioni in arrivo

In un anno ci sono 12 mesi per tutti, eccetto che per gli operatori telefonici. Per questo l’Autorità Garante nelle comunicazioni ha deciso di intervenire.

Gli operatori, infatti, da quasi due anni hanno introdotto il tredicesimo mese di fatturazione, trasformando le normali bollette a cadenza mensile in bollette a quattro settimane.

Sanzioni agli operatori di telefonia che non rispettano l’obbligo di cadenza mensile della fatturazione: è quanto deciso dall’Autorità per le comunicazioni, che ha “deciso di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto della delibera dell’Autorità del marzo scorso”.

A seguito della delibera emessa a marzo scorso, infatti, Agcom ha introdotto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte.

AGCOM

Una mensilità in più

Gli operatori, infatti, non si sono attenuti alla norma modificando la cadenza delle bollette, emettendole ogni 28 giorni anziché ogni mese, e guadagnando in questo una mensilità in più: 13 tariffazioni all’anno anziché 12.

L’Agcom spiega che il provvedimento mira a garantire la massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti, nonché il controllo dei consumi e della spesa, tenendo ferma un’unità standard mensile come periodo di riferimento delle rate sottostanti a contratti in abbonamento.

Al termine delle verifiche effettuate da Agcom è risultato che gli operatori non hanno ottemperato alle disposizioni: per questo motivo l’ente ha deciso di avviare il procedimento sanzionatorio.

La fatturazione degli operatori telefonici, infatti, deve avvenire ogni 30 giorni, e non gli attuali 28.

Gli operatori hanno adottato una fatturazione a 4 oppure ad 8 settimane, anziché mensile, in tempi diversi, da maggio 2016 ad aprile 2017.

La delibera del marzo scorso di Agcom, infatti, stabiliva che “per la telefonia fissa e per le offerte convergenti l’unità temporale per la cadenza delle fatturazioni e del rinnovo delle offerte dovesse avere come base il mese o suoi multipli”. Al termine delle verifiche effettuate da Agcom, però, “è risultato che gli operatori menzionati non hanno ottemperato alla delibera dell’Autorità”.

Il ricorso al Tar

Gli operatori della telefonia, dal canto loro, hanno presentato un ricorso collettivo al Tar contro l’ordine che l’Autorità ha inviato loro con la delibera di marzo. Il ricorso è stato depositato con l’assistenza dell’Associazione di categoria che opera in Confindustria.

A loro giudizio, infatti, l’obbligo di trasparenza verso i clienti è rispettato ed essi sono informati di quanto pagano ogni 4 o 8 settimane e di quanto pagherebbero se questi aumenti fossero spalmati sul mese con il vecchio sistema di fatturazione.

L’articolo 70 comma 4 del Codice delle Comunicazioni stabilisce come una società può cambiare i suoi prezzi e sarebbe rispettato dal nuovo sistema di fatturazione a 4 o a 8 settimane. In tal caso, quindi, la delibera con l’ordine di tornare alla fatturazione mensile violerebbe la libertà d’impresa e trasformerebbe i prezzi in tariffe regolamentate dall’Autorità.

Sede SKY di Milano

Agcom sta valutando l’adozione di ulteriori iniziative, anche per evitare che le condotte dei principali operatori di telecomunicazioni possano causare un “effetto di trascinamento” verso altri settori, caratterizzati dalle stesse modalità di fruizione dei servizi. L’iniziativa dell’Autorità dovrebbe toccare nell’immediato futuro anche operatori, ad esempio pay-tv come SKY, che hanno modificato la cadenza della fatturazione su quattro settimane.

Il tentativo è quello di arginare lo sconfinamento delle rimodulazioni dei canoni da 30 a 28 giorni ad altre tipologie di servizio. Le conseguenze per le finanze degli italiani sarebbero pesanti.

In tutto questo non si fa menzione delle linee mobili: lo scontro verte solo sulle offerte per il fisso e le soluzioni convergenti, ovvero quelle in cui al fisso vengono aggiunti altri servizi TLC. Al fianco di Agcom si sono prontamente schierate le associazione dei consumatori.

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