Startup crea carta partendo dai sassi

La rivoluzionaria invenzione di un giovane imprenditore giapponese

A quanto pare la start-up giapponese TBM Co. ha intenzione di far tornare l’umanità ai tempi preistorici, quando la carta non era stata ancora inventata e si scriveva su tavole di pietra! Scherzi a parte, in tutta risposta ai problemi ambientali come la deforestazione e l’eccessivo consumo idrico, la compagnia ha trovato il modo di creare fogli di carta partendo dalle rocce calcaree. Queste rocce sedimentarie sono composte principalmente da calcite e sono molto comuni in natura.

Limex
Il giovane Yamasaki

Il direttore Nobuyoshi Yamasaki è un giovane imprenditore giapponese che ha lasciato la scuola a 15 anni ed ha lavorato per anni nella carpenteria. Il suo scopo tuttavia è sempre stato quello di fondare una compagnia in grado di sopravvivere per secoli. In un’intervista a Tokyo, Yamasaki ha dichiarato che “la nostra invenzione giocherà un ruolo importante nel prossimo futuro, dove aumenterà sia il numero di individui che il consumo d’acqua”. Il nome dato a questa carta speciale è Limex, partendo da “Limestone” (ovvero roccia calcarea).

Limex sembra possedere caratteristiche davvero interessanti, a partire proprio dalla sua materia prima. Mentre un lotto di carta tradizionale richiede tonnellate di acqua e circa 20 alberi, Limex può essere creato utilizzando meno di una tonnellata di rocce e appena 200kg di poliolefine. Quest’ultimo viene ottenuto sintetizzando olefine a partire da petrolio o gas naturale. Ovviamente non vengono forniti dettagli per quel che riguarda il processo specifico della produzione, ma sappiamo che la compagnia ha solamente 5 anni e ha ricevuto una donazione di 1 miliardo di yen, circa 8.1 milioni di euro. Dati che fanno ben sperare per il futuro della giovane società giapponese.

Limex
Un biglietto da visita fatta in carta Limex

Attualmente la TBM si sta occupando di produrre biglietti da visita che sembrano soddisfare sia le esigenze che i capricci degli imprenditori più facoltosi. I biglietti fatti in carta di pietra sembrano laminati e risultano più difficili da spezzare o piegare rispetto alla carta tradizionale. In più grazie alla particolare durezza si può scrivere anche se la carta è bagnata e l’inchiostro non macchia mai il foglio. Recentemente il prodotto ha attirato l’attenzione anche dei ristoranti di sushi più rinomati in tutto il Giappone.

Yamasaki ha cercato per anni un’attività in cui valesse la pena investire tempo, lavoro e denaro, che potesse lasciare il segno in questo mondo e fosse in grado di durare per generazioni, come l’architettura europea. L’idea di creare una compagnia che facesse carta a partire dalla pietra gli è venuta nel 2008, quando ne ha visto un primo prototipo in Taiwan. Ha così fondato la TBM negli anni successivi, ma i primi risultati sono arrivati più in ritardo del previsto: la produzione di carta e biglietti è cominciata solamente lo scorso giugno 2016. “Lo stabilimento aprì già a Febbraio 2015, ma non avevamo nessuna business card da vendere fino allo scorso anno. Per tutto quel tempo abbiamo pagato materia prima, energia e salari senza avere nessun cliente. Quando però abbiamo prodotto il primo foglio e abbiamo visto che non si macchiava di inchiostro, tutto il team si è commosso”.

Limex
La macchina che produce la famosa carta Limex nello stabilimento di Miyagi.

Analisti come Yasuhiro Nakada sottolineano che “la produzione di carta tradizionale è economica e ha un mercato saturo”, precisando inoltre che le nuove tecniche per fare fogli di carta usando gli alberi non ha più un impatto ambientale così rilevante come una volta. Ad ogni modo la startup è intenzionata a lottare per il suo sogno, coinvolgendo uno staff di 80 membri e mirando a guadagnare quasi 10 milioni di euro entro il prossimo anno: una cifra che resta piccola se confrontata con quella che guadagnano i produttori di carta più importanti di tutto il Giappone. Piani futuri riguarderebbero l’espansione della compagnia nei paesi in cui l’acqua scarseggia, come il Marocco o la California. Secondo questi ambiziosi piani Yamasaki valorizzerà il suo business fino a 100 milioni di euro intorno il 2035. L’avventura però è appena cominciata e la strada è ancora lunga.

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